Carta e penna
Un registro per l’individuazione
IL DIARIO COME REGISTRO MULTIDIMENSIONALE
Il più delle volte, il cambiamento passa attraverso le piccole cose.
Ci si chiede spesso – soprattutto quando si entra in contatto per le prime volte con manuali di self-help, con saggi divulgativi di psicoterapia o con le pietre miliari della spiritualità mondiale: come posso mettere in pratica questi insegnamenti?
Altrettanto spesso, ci aspettiamo una risposta nell’immediato. Risposta che, com’è prevedibile, non arriva mai.
Questo perché nell’immediato non ci sei altro che tu, con i tuoi problemi e le tue risorse concrete. Non capiterà quasi mai nella vita di avere la possibilità di trascorrere giorni, settimane o mesi in eremitaggio. Quasi mai avremo l’occasione di costruire una Grande Opera alimentata da una miriade di fonti provenienti da ogni luogo ed epoca. Quasi mai saremo in grado di sperimentare una lunga sequenza di esperienze di picco che ristruttureranno da cima a fondo la nostra architettura sinaptica.
Tutto quello che abbiamo è questo corpo, questa coscienza, la nostra esperienza e i nostri mezzi naturalmente limitati.
Ciò non significa che non sia possibile intraprendere un percorso di maturazione psichica, corporea e spirituale.
La psicoterapia fondata sulla consapevolezza (la cosiddetta “terza ondata” che ha fatto seguito alla seconda di tipo cognitivo, e alla prima di tipo psicoanalitico) ci ha fornito tutto quello di cui abbiamo bisogno: carta e penna.



